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L’ INCISIONE D’ ARTE SU METALLO.


Breve nota storica.
La capacità di imprimere immagini sulla carta attraverso l'apparato grafico, inciso su una matrice di metallo, nasce da particolari e in parte misteriose condizioni storiche. L'attività  medievale di riprodurre immagini “edificanti”, come i fogli illustrati della Bibbia, o particolari citazioni iconografiche tratte dalla religione, viene concepita come opera di alto artigianato. Per ottenere riproduzioni seriali, nettamente definite e di diretta decodificazione intellettuale, si ricorre a tavole di legno duro, olmo o pero, incise in profondità con particolari attrezzi da scavo e da taglio. Nelle famiglie questo corpus di fogli a stampa veniva adottato come commento visivo e talvolta come strumento semplice di catechesi. In origine questo atteggiamento realizzativo si diffonde nel nord Europa con l'appellativo di “ XILOGRAFIA”, stampa mediante matrici di legno attraverso l'azione di una “pressa verticale”.
Attorno al 1420/1430, nella zona dell'alto Reno, un gruppo di artisti tedeschi, alcuni piuttosto giovani ( Maestro e.s. Maestro del libro di casa,Martin Schongauer, Aldegrever, Altdorfer, Luca di Leida),decidono di trasferire l'immagine “tagliata” nel legno su un supporto di metallo così da ottenere una maggiore complessità grafica di profonda e più ampia definizione. Il metallo elettivo, per la sua duttilità, sarà il rame in lastre generalmente martellinate. La resistenza del metallo, alla pressione dei nuovi torchi a rotazione, permetteva inoltre di aumentare il numero di fogli a stampa. Nasce il concetto di tiratura che definisce l'ampiezza e la rarità del prodotto inciso. Tra gli interpreti di questa nuova creatività si diffonde e viene portata a livelli eccelsi la tecnica di imprimere segni sul metallo mediante il taglio prodotto da un particolare strumento” IL BULINO”.  Albrecht Durer ne trarrà opere memorabili e tecnicamente inavvicinabili, principalmente tra il 1510 e il 1513/1514. Con lo scorrere del tempo  questa capacità di estrema difficoltà  verrà progressivamente sostituita con la pratica più diretta dell'incidere in “PUNTASECCA”( al bulino si interpone una punta di metallo temprato ed affilato).
Il modesto numero di copie ottenibili con questa tecnica diviene, ben presto, un limite produttivo superabile solo con lo sviluppo di nuove condizioni realizzative. La morsura del metallo, mediante un bagno di acidatura, diviene , rapidamente,  la caratteristica di maggiore diffusione nel mondo dell'immagine a stampa. Le incisioni così realizzate prenderanno il nome comune di “ACQUAFORTI” dal termine acqua fortis che indica, appunto,  il liquido che corrode il metallo. Dalla seconda metà del Cinquecento altre tecniche complementari vengono affiancate a quelle precedentemente considerate come: l'acquatinta, la mezzatinta o maniera nera, la granitura a polvere di colofonia, la cera molle.
  
PRINCIPALI TECNICHE DELL'INCISIONE D'ARTE SU METALLO.

L'ACQUAFORTE – Tecnica regina del patrimonio inciso, prevede la copertura della lastra in rame o zinco con uno strato di cera. Un composto di cera d'api, bitume di giudea, asfalto, mastice in lagrime e polvere di colofonia, il tutto portato a cottura e lasciato a solidificare in forme a tampone. Su questo supporto, portato a nero specchiante mediante l'affumicatura di un fornello a petrolio, l'autore disegna, con una punta metallica affilata, lasciando reticoli di segni che solcano il supporto metallico. A disegno concluso la lastra viene immersa in un bagno di acido generalmente nitrico o solforico ma anche con percloruro di ferro.
Il mordente corrode i segni sul metallo esposto che viene così inciso. Molteplici bagni con tempi diversi garantiscono variazioni nell'intensità grafica dell'opera.

LA PUNTASECCA – Rappresenta una delle tecniche più difficili e di pregio dell'immagine a stampa. Il metallo viene tagliato direttamente con l'azione di una punta d'acciaio temprata e affilata. Il segno così ricavato, definito dall'inchiostro trattenuto, non tanto dal solco inciso, bensì dal rialzo del metallo (BARBE di rialzo), risulta delicato e profondo. Il risultato chiaroscurale, spesso formidabile, avvicina gli effetti della grafica a carboncino o matite morbide. Data la delicatezza del supporto sono realizzabili tirature basse in numero limitato di fogli.

LA GRANITURA – Gli effetti della granitura definiscono l'intervento pittorico nella pratica incisoria. La superficie della matrice viene coperta con polvere di colofonia (resina) a caduta in modo da velare in forma omogenea la lastra. Si cuoce con un fornello il supporto così preparato sino alla fusione della colofonia stessa che indurendo diviene refrattaria all'azione dell'acido. Si opera ulteriormente dipingendo sul supporto metallico con una vernice da schermatura tale da permettere delicati passaggi di grigi di elevato livello cromatico (grandi cieli nuvolosi e sistemi d'ombre).

LA MEZZATINTA O MANIERA NERA – Nata nella seconda metà del Cinquecento, la maniera nera non è una tecnica legata alla calcografia di profondità bensì a quella di superficie. Effettivamente l'autore prepara la lastra portandola a diventare un supporto ruvido e perfettamente uniforme. Viene usato un particolare strumento detto Bersot rovescio o polvere di Carborundum. Questa operazione rende la superficie metallica adatta a ricevere un’inchiostratura tale da restituire un nero assoluto. Per ottenere le parti chiare e luminose è necessario operare attraverso una progressiva lisciatura del supporto. Per ottenere questa condizione si prosegue utilizzando una pietra agata o un brunitoio in acciaio. La verifica sull'opera avviene continuando nella produzione di prove di stampa che indicano il gradiente tecnico e creativo raggiunto.

LA CERA MOLLE - Tecnica delicatissima, permette di trasporre l'effetto grafico delle matite e in parte del carboncino sul metallo inciso. La matrice viene coperta da una strato di cera, priva degli additivi che la rendono dura e resistente, per la preparazione in acquaforte, per cui decisamente morbida, da cui deriva il nome di questa prassi realizzativa. Sul manto ceroso viene steso un foglio di carta sottile e bagnato che asciugando lentamente aderisce alla cera stessa. Si disegna sulla carta usando matite morbide con tratti rapidi e decisi non privi di una certa pressione che viene trasposta alla cera molle. A lavoro ultimato si “strappa” delicatamente il supporto cartaceo, che trattiene porzioni del supporto a cera, scoprendo la superficie metallica. La successiva immersione della matrice nel bagno di mordente incide il segno con le medesime modalità del tratto a matita.

BREVI CONSIDERAZIONI SUL PRODOTTO FINITO

Tutti i fogli a stampa prodotti nella mia stamperia ( LA STAMPERIA DEL CAPPELLO ) sono rigorosamente in linea con la tradizione calcografica d'arte. Le matrici in rame o zinco vengono riprodotte su carte di puro cotone prodotte artigianalmente : Zerkall, Hannemhule, Revelen Arches, Amatruda, Amalfi, Pescia, Graphia. La stampa viene attuata mediante la movimentazione di torchi a rotazione a stella come da regolamento internazionale. Ogni opera è firmata e numerata secondo le capacità e le logiche di tiratura adeguate all'importanza e alle peculiarità tecniche della prestazione creativa. Diversamente ogni foglio è provvisto di timbro a secco garante dell'originale provenienza dell'incisione stessa. La stamperia produce, occasionalmente, anche prodotti su commissione e realizza tirature su richiesta di altri artisti. Per particolari necessità a richiesta ed in funzione dei costi e del numero di partecipanti si possono attivare corsi didattici.

 
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