intenti emotivi - tedeschi

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intenti emotivi


Nel complesso procedere verso l'irraggiungibile orizzonte creativo gli esiti del mio prodotto pittorico sono stati necessariamente condizionati da profonde esigenze emotive. Durante il tempo di gestazione del bagaglio sensibile la prassi realizzativa subisce caratteristiche di ampia sperimentazione, espresse mediante l'utilizzo di strumenti e materiali spesso particolari o desueti. Anche nel linguaggio più classico, della realizzazione ad acquerello, la mia identità estetica trae origine da un unico modello di riferimento. Una condizione riferibile alla sublimazione trasposta, quasi per processo alchemico, verso la condizione naturale che ospita e circonda l'umana esistenza. Nel progredire del mio pensiero l'affetto, le emozioni, la profonda melanconia e la perfezione immutabile di quanto in natura ci avvolge sono diventati  irrinunciabili. Un destino genetico divenuto parte integrante del mio esistere. Nelle delicate trasparenze  del colore il paesaggio è luogo della scoperta e della ricerca lungo i sentieri dell'intimità emotiva. Forme organiche e inorganiche ricorrono spesso nel mio operare, scomposte e ricomposte, con lo stupore di chi assiste alla contemplazione del miracolo incessante che la vita planetaria ci indica nello scorrere del tempo. Nelle tele e nei pannelli il tessuto compositivo è percepito come sintesi tra pigmento e superficie, tra luce radiante o assorbimento della stessa nelle aride stesure di graffiante opacità. Diversamente avviene nell'inserimento di brani pittorici violentemente materici, reminiscenze di una tattilità minerale, a cui sono particolarmente legato per la mia formazione di incisore. Allo “ scavare” dell'acido, che erode il metallo, viene sostituito il solco che traccia il supporto scabro delle sabbie impastate nel colore, sia questo nella struttura della tempera che nelle forti tonalità dell’acrilico o nella profonda consistenza del bitume. Ricorrono sovente interventi e applicazioni sul supporto pittorico come le sottili lastre incise sullo zinco e ”annegate” nella densa materia della composizione. Lo splendore del metallo, trattato all'acquaforte, inverte il suo destino tramutando il reticolo grafico del segno in riflessi di suggestiva altezza cromatica. Questo comportamento realizzativo è analogo nelle incisioni monotipo su lastre multiple dove la matrice astratta assume potenza evocativa nella forza stessa del colore. Esiste un preciso ruolo in queste immagini, tese alla conservazione del ricordo di uno spazio preumano di sublime antichità. Nell'intero “corpus” della mia realizzazione sensibile è riconoscibile un ritorno all'origine del tempo, un reliquiario primordiale legato alla genesi terrestre. I materiali del mio lavoro rispecchiano questa istintiva necessità: metallo, acido, fuoco, sabbia, pigmento, appartengono all'antico agire dell'uomo. Nelle sue mani sublimano per procedimenti emozionali, in sogno, testimonianza, sentimento. Ben oltre questo limite intellettuale, esiste nel mio essere la percezione di orizzonti illimitati sedimentati nei ricordi ancestrali da cui traggo i miei desideri espressivi.

 
 
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